Incidente stradale con lesioni: quando scatta il reato?
Dopo un incidente stradale, le lesioni riportate da uno dei soggetti coinvolti possono avere conseguenze sia sul piano civile, ai fini del risarcimento dei danni, sia sul piano penale. Quando le lesioni raggiungono una determinata gravità e sono conseguenza della violazione delle norme sulla circolazione stradale, può configurarsi il reato di lesioni personali stradali gravi o gravissime, previsto dall’art. 590-bis c.p. È quindi importante distinguere la valutazione medico-legale del danno risarcibile dalla possibile rilevanza penale dell’incidente.
Quando si configura il reato di lesioni personali stradali
L’art. 590-bis c.p. punisce chi, per colpa e con violazione delle norme sulla circolazione stradale, cagiona ad altri una lesione grave o gravissima. Nella fattispecie base la pena prevista è da tre mesi a un anno per le lesioni gravi e da uno a tre anni per quelle gravissime. Sono previste pene più elevate in presenza di specifiche circostanze, come alcune ipotesi di guida in stato di ebbrezza o di alterazione conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti.
In particolare, ai fini della qualificazione della lesione, assumono rilievo conseguenze quali:
- una malattia o un’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni superiore a quaranta giorni;
- il pericolo per la vita della persona offesa;
- l’indebolimento permanente di un senso o di un organo;
- nelle ipotesi più gravi, conseguenze come una malattia certamente o probabilmente insanabile, la perdita di un senso, di un arto o dell’uso di un organo.
La durata indicata nel certificato medico costituisce quindi un elemento importante, ma la qualificazione giuridica dipende dalle effettive conseguenze della lesione.
Querela o procedibilità d’ufficio?
Questo è un aspetto particolarmente importante. Oggi non tutte le lesioni personali stradali gravi o gravissime sono procedibili d’ufficio. L’art. 590-bis c.p. stabilisce che il reato è punibile a querela della persona offesa quando non ricorre alcuna delle circostanze aggravanti previste dallo stesso articolo. In presenza delle specifiche aggravanti contemplate dalla norma, invece, si procede d’ufficio. Per la persona lesionata è quindi importante valutare tempestivamente anche questo profilo, perché nei casi procedibili a querela l’inerzia può avere conseguenze sulla possibilità di perseguire penalmente il responsabile.
E se le lesioni non sono gravi o gravissime?
Il mancato superamento dei quaranta giorni non significa automaticamente che l’incidente abbia conseguenze soltanto civili. Se le lesioni non raggiungono la soglia delle lesioni gravi o gravissime prevista per l’art. 590-bis c.p., può comunque assumere rilievo il generale reato di lesioni personali colpose di cui all’art. 590 c.p., normalmente perseguibile a querela della persona offesa. Sul piano civile, inoltre, la persona danneggiata può avere diritto al risarcimento indipendentemente dalla configurabilità dell’art. 590-bis.
Il risarcimento può comprendere, a seconda del caso:
- danno biologico, temporaneo e permanente;
- componenti del danno non patrimoniale, compresa la sofferenza interiore ove riconoscibile;
- danni patrimoniali, come spese mediche, perdita o riduzione del reddito e altre conseguenze economicamente documentabili.
Perché è importante una valutazione tempestiva
In presenza di lesioni conseguenti a un incidente stradale è opportuno esaminare non soltanto il numero di giorni indicato nei certificati medici, ma l’intera documentazione sanitaria, la dinamica del sinistro e le eventuali conseguenze permanenti.
L’assistenza legale può essere utile per verificare:
- la possibile rilevanza penale delle lesioni;
- la necessità di presentare querela;
- la corretta raccolta della documentazione sanitaria e probatoria;
- la quantificazione e la richiesta del risarcimento;
- la gestione del fascicolo nella fase stragiudiziale e, quando necessario, giudiziale.
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